I Segreti di Silvia per una vita felice
Le persone che conquistano la vera felicità nella vita, sono coloro le quali impegnano se stesse in attività di valore come, scoprire il mondo e scoprire se stessi. Essi godono della sfida della vita con la quale giorno dopo giorno devono cimentarsi. Le persone felici sono quelle consapevoli che il vero benessere dipende solo da loro e che vivono tutta la vita in ogni istante, in virtù di questo viaggio chiamato esistenza, verso la realizzazione della vera felicità, per loro stessi e per i loro cari.
I guai del bambino interiore
Nell''individuo adulto la parte che vive i momenti di panico, gli aspetti della vita trascorsi con malessere,
disordine interiore persi nella confusione e nel timore, sono quelli in cui si affaccia e reagisce il bambino
interiore che vive nell''adulto.
Per ognuno di noi c''è un bambino sabotatore, esso può essere più o meno pericoloso
in base a come ha vissuto gli anni dedicati a lui. Se è stato ascoltato, rispettato, se ha potuto esprimersi nei suoi
bisogni, se gli è stato concesso il tempo necessario per crescere appagato e soddisfatto tanto da divenire adulto
consapevole, maturo e sicuro. Purtroppo è praticamente impossibile crescere interiormente nel modo più completo e
soddisfacente. Per tutti, nessuno escluso, c''è sempre un''infanzia che per motivi diversi non è stata rispettata
totalmente. Motivi diversi, tematiche diverse, per alcuni terrificanti per altri più semplici e comuni, comunque per
ogni adulto un bambino interiore che in alcuni momenti frigna e pretende irragionevolmente qualcosa: che ne siate
consapevoli o no, così è! Tutto nasce dal momento in cui nell''età dell''infanzia non si è stati sostenuti e allevati
alla scoperta e all''espressione delle emozioni e dei sentimenti ma si è stati giudicati e costretti ai rigori
dell''esigenza dell''"adulto" genitore.
L''individuo cresciuto per proteggere l''antica e insana vulnerabilità,
adotta un certo numero di atteggiamenti che gli dettano un ruolo: di potente, di debole, persona in carriera, devoto
al prossimo, madre prodiga, perenne Peter Pan, bomba sexy, fanatico spirituale, e così via. Questo ruolo
inevitabilmente diviene un''ennesima gabbia dentro la quale è racchiuso non solo il dolore del bambino mai cresciuto e
riconosciuto, ma anche l''essenza più pura dell''individuo adulto che però non viene riconosciuta e rispettata. Da qui
l''insoddisfazione di tutta una vita.
L''essere umano privato di un''identificazione diviene estremamente indifeso,
crolla la struttura che mantiene possibile vivere con le paure, si diviene fragili e si è allo scoperto, preda di
qualsiasi situazione interna o esterna. Una forma di vulnerabilità sana è intrisa nell''uomo, là dove le emozioni e
l''energia allo stato puro trovano un sistema di espressione fiduciosa, aperta, sincera e spontanea, troveremo allora
armonia, morbidezza e serenità nella vita dell''individuo. Il bambino cresce costretto a adattarsi e giustificare una
serie di mancanze, che solcheranno in lui grandi paure.
E'' così che l''uomo adulto si ritrova inconsapevolmente a
far fronte ad una vita in cui le paure operano per lui. Condizionato e sottomesso a queste si difende come può, il più
delle volte creando relazioni di dipendenza e conflitto con il prossimo. Si deve si difendere dal non mostrare le
proprie angosce e limiti all''esterno ma al tempo stesso dipende fortemente dalla vicinanza e dall''approvazione del
prossimo, che deve giungere nel modo in cui il bambino frustrato necessita. Allora questo può causare in alcuni una
tale dipendenza dal prossimo che può addirittura portare, dopo una serie di delusioni e sofferenze, ad una forma di
vero e proprio isolamento, a una rinuncia razionale alle relazioni, ai sentimenti, lontani e chiusi al mondo esterno,
dando vita all''eremita. Per altri invece, l''eterna ricerca di un altro capace di comprenderci ed amarci come il
bambino interiore esigerebbe. Follia! Una catastrofe, in cui vittime di altre vittime si susseguono in un circolo
vizioso senza via d''uscita, fatto di colpevolizzazioni infinite da cui non si esce se non attraverso un lungo e
impegnativo percorso individuale di consapevolezza.
Non è solo dalla famiglia che nasce il problema, la radice è
nella società che nel tempo ha indotto all''omologazione dell''individuo. Sembrerebbe un paradosso, ma è proprio ciò
che viviamo, non c''è più spazio per l''espressione autentica, unica, che caratterizza le persone. A questo scempio
l''uomo è arrivato grazie e per mezzo dei sensi di colpa e della paura. Se non si aderisce all''idea familiare,
religiosa e sociale di "buono", "corretto", "giusto" e "opportuno", il bambino cade preda prima della vergogna, poi del
non sentirsi amato perché non rispettato, ed in seguito l''unico modo per uscire dal dolore delle sofferenze e del
talento repressi è quello di adeguarsi, piegandosi ad un prototipo malato e perverso imposto dall''ordine finto ed
ipocrita del collettivo. E proprio da questa dinamica che nascono i piccoli e i grandi conflitti interni, relazionali
e sociali dell''uomo. Sabotare la natura umana è rassicurante perché ritenuto utile a mantenere il controllo, non si
è consapevoli di quanto ciò sia la causa scatenante degli orrori umani. La cattiveria trova origine nella sofferenza,
la sofferenza nella sopraffazione dell''animo dell''individuo bisognoso di amore, approvazione, fiducia, solidarietà!
Esiste però l''antidoto a tutto ciò e si ritrova nella fiducia da prima in se stessi e poi nella vita. Non è solo
una bella frase di vana speranza, ovvio la fiducia non viene da sé, ma giunge in chi persegue una via alternativa a
quella che è proposta dalla società. Chi come me, sperimenta questa idea, questa visione e filosofia di vita,
concretizzando tutto ciò in un atteggiamento pratico nei confronti della realtà del quotidiano e nei rapporti con il
prossimo, è in grado di verificare la bellezza dell''uomo e della vita, attitudini che di questo passo saranno sempre
più rare nel genere umano. Il futuro non avrà più nulla di buono da proporci, eventi drammatici e atroci, come quelli
che già ora riteniamo all''ordine del giorno saranno l''onda sulla quale i nostri figli cavalcheranno la vita. Noi
siamo gli artefici di tutto ciò, non possiamo esimerci da questa responsabilità. Fin quando non ci si renderà conto
che siamo vittime anche se non dirette di un sistema che fa orrore e che presto o tardi ci travolgerà totalmente, le
cose non potranno mai mutare. Il solo strumento che possiamo utilizzare è quello della consapevolezza e dello studio
teorico-pratico dei personali comportamenti alterati, creati dagli antichi disagi-mostri, ancori vivi nel nostro
bambino interiore. Aderendo ad uno stile di vita proteso alla ricerca della cessione della sofferenza l''uomo si crea
la sua grande chance nella vita e per la vita. Per il proprio bene e per quello dei suoi figli. Messe da parte le
denunce socio-umane, passiamo a discutere della via, il percorso tecnicamente utile per la liberazione dalle paure del
bambino interiore che condizionano l''individuo adulto.
Il primo fondamentale passo è individuare queste paure,
accettarle per dar inizio successivamente al riconoscimento del bambino spaventato che è in noi.
Questa è di certo
la parte più difficile da superare, se ne parla molto, si fanno molte letture a riguardo ma pochi, pochissimi imparano
a conviverci e a gestirlo al punto da non condizionare più l''adulto.
Dopo questo lavoro iniziale a mio avviso il
più impegnativo, dopo aver cominciato a riconoscere che siamo sottomessi ad una serie di angosce e paure, il secondo
passo da compiere è quello di guardarle e viverle con tenerezza, amorevolezza, come se avessimo fra le mani un cucciolo
in preda alla paura rispetto a ciò che per noi non ha alcun rilievo. Che faremmo, tutti coloro forniti di sensibilità
non prenderebbero in giro il piccolino, né lo mollerebbero in preda al terrore, lo accudirebbero rassicurandolo,
accentandolo con tutte le sue paure, e troverebbero per lui sistemazioni tali da riuscire a fargli superare il
momento critico. E'' proprio da lì che si inizia, osservando gli stati emotivi, psicologici, fisici che la paura
scaturisce, accettandoli e prendendocene cura, senza vergogna, senza sentirsi sbagliati o non abbastanza adulti e bravi.
Sviluppare comprensione per la vulnerabilità che ci affligge è il passo più intelligente ed il primo da compiere
verso la guarigione delle ferite del bimbo sacrificato che in noi urla dolore. Dopo aver ascoltato il lamento di
sofferenza, è opportuno partire da lì per rintracciare quale è la necessità, il bisogno da soddisfare per superare la
paura. L''adulto di oggi ha l''obbligo, l''onere di occuparsi del suo bambino interiore, perchè senza quest''impegno
vivrà una vita succube dell''isteria di un infante tormentato che vive dentro di sé e che lo spinge a tutto pur di
rivendicare la sua sofferenza, facendogli compiere azioni pericolose per se stesso e per il prossimo. Cominciate ad
ascoltare il bimbo che è in voi, prendetevene cura con amore e tenerezza, siate per lui un genitore equilibrato e sano,
capace di rendergli una crescita ordinata e serena come ogni bambino ha diritto di ricevere.
Rubrica a cura di: Silvia Rossi Mileto